giovedì 10 marzo 2016

Vivere con un gatto disabile: Enrichetto.



Questo post sarà nudo e crudo. Quindi chiedo già perdono se qualche particolare vi schiferà, ma voglio essere il più chiara possibile.
Dunque.
Abbiamo adottato Enrichetto, tramite un’associazione, ad Agosto del 2015 (mi pare sia arrivato da noi l’8, ma non vorrei sbagliare), che aveva circa 4 mesi. In casa, ai tempi, c’era un acceso dibattito su quale gatto portare a vivere con noi. Diciamoci la verità: io mi sarei  affidata, come per gli altri due, ai soliti annunci di gattini , ma mio marito voleva che accogliessimo un gattino che davvero ne aveva bisogno. Uno che non avrebbe voluto nessuno, insomma.
Quando ho visto la fotografia di Enrichetto su facebook (con quella faccia da bandito genio del male, aggiungerei), ho capito che era lui. Quindi ce lo siamo portati a casa e via, abbiamo dato inizio alla convivenza.




Enriciattolo, come ormai saprete (ma magari questo è il primo post che leggete e quindi no, non lo sapete), è un gatto tripode. Nei primissimi mesi di vita una macchina l’ha falciato sulla strada, causandogli la perdita della zampa posteriore destra. Nonostante il tentativo di salvargliela, è stato necessario amputarla (non starò a discutere il modo in cui è stato operato perché davvero, sono abbastanza stanca di questo argomento) dal ginocchio in giù, lasciandogli un piccolissimo moncherino.

Un gatto o un cane tripode è un animale perfettamente normale. Gli manca solo una parte del corpo, ma non lo darà mai a vedere. Non piangerà mai perché si vede mutilato o perché non riesce più a fare tutto ciò che faceva prima con la stessa facilità, ma non è detto che non provi dolore immaginario all’arto inesistente o che non “se lo senta ancora”. Gran parte dei cani e dei gatti tripodi sono perfettamente in salute e perfettamente in grado di fare qualsiasi cosa, dal correre in un campo a saltare sugli alberi. Hanno solo bisogno di qualche piccola accortezza durante l’età anziana visto che potrebbero essere più soggetti, visto il peso sbilanciato, ad artriti et similia. Voglio dire, ci sono gatti totalmente autonomi con due zampe, figurarsi con tre!

Anche se i mici non si struggono per la mancanza di una zampa, di certo possono soffrire di sindrome dell’arto fantasma: diffidate da chi vi dice che non è vero. Il cane o gatto che sia non sarà infelice perché non ha tutte e quattro le zampe, sia ben chiaro, non sto dicendo questo. Ma è indubbio che spesso (non tutti) gli animali amputati… Beh, si comportano come se non lo fossero
Si dimenticano di non avere una zampa (o magari la coda), e cercano di usarla: ad esempio, un veterinario una volta mi ha detto che solitamente l’arto di un animale si amputa già dall’anca e non più giù, in modo da non lasciare moncherini su cui il cane/gatto tenterà di appoggiarsi, rischiando di non riuscire a trovare l’equilibrio necessario per rimanere in piedi dritto.


Ci siamo resi conto che Enrichetto soffre di una leggera, leggerissima sindrome dell’arto fantasma per una cosa molto sciocca e che francamente mi fa sbellicare dalle risate tutte le volte che accade: quando gli prude l’orecchio destro, lui piega sistematicamente la testa all’indietro e fa partire il moncherino come se si potesse grattare (ha mantenuto comunque una buona mobilità). Di solito, dopo avergli crudelmente riso dietro, lo grattiamo io o mio marito (e ho detto tutto).
Anche durante il sonno il fatto che gli manchi una zampetta si fa sentire: mentre è profondamente addormentato, entrambe le zampe si muovono come se stesse correndo.

Close-up del moncherino di Enri


Quindi non preoccupatevi, se avete intenzione di adottare un tripodino fatelo, senza paura.

So che vi suonerà male, soprattutto dopo quanto leggerete qui sotto, ma vi racconto le mie “difficoltà” non per terrorizzarvi ma per essere il più sincera possibile, e questo riguarda il mio caso, Enrico, ovviamente non tutti i tripodi. Non avrei affrontato tutte queste peripezie se Enri fosse un tripode "normale".


Infatti, la zampina destra probabilmente non è stata l’unica parte danneggiata dall’urto con la macchina: plausibilmente c’era anche una frattura del bacino e danni all’altra zampetta (infatti toccandogli il ginocchio si sente una nodosità molto accentuata). 
A dire la verità (non mi era stato detto), aveva anche la coda parzialmente amputata, cosa che ho scoperto uno dei primi giorni che era a casa quando, tentando di pulirlo con una salviettina, ho scambiato la crosta sulla punta per un pezzetto di sporco e ho tentato, invano e chiedendomi “ma perché non viene via?!” di staccarlo dal pelo (per poi rendermi conto di cosa effettivamente fosse e smettere chiedendo scusa al povero gatto).


Se non l’avete vista su fb, vi metto qui sotto la mia gif di Enri che insegue una pallina: se l’avete guardata, avrete notato che ha un modo di camminare piuttosto bizzarro; sostanzialmente, salvo rari casi e quando aveva il cono (che sono tentata di rimettergli, a questo punto), Enrico cammina sulle chiappe. Un po’ come il diavolo di Mucca e Pollo.



Usa molto raramente la zampa sinistra, se non lateralmente per darsi la spinta, per passare attraverso passaggi stretti e quando vuol fare vedere di essere un bravo gatto (leggi: quando c’è del cibo in giro). Si vede proprio che fa fatica a reggersi. 
Enrichetto ha sviluppato moltissimo gli arti anteriori, mentre quello posteriore è rimasto molto più gracile e decisamente senza forza muscolare. Spesso facciamo un gioco, sia con lui che con Obi-Wan: mentre sono sdraiati sulla schiena, mettiamo i palmi delle mani sui loro “piedi”; a quel punto, Obino si dà la spinta e si lascia scivolare di schiena sul pavimento. Enrichetto non ci riesce, non ha la forza sufficiente per farlo neanche se “obbligato” dagli esercizi di “fisioterapia” (metto tra parentesi perché non si possono proprio definire tali).
Purtroppo, è così e così resterà, secondo il mio vet. Per questo, sta crescendo lievemente storto, cosa che probabilmente si ripercuoterà quando sarà vecchio…


Enri intanto non sente mancanze o debolezze: è velocissimo e si arrampica su qualsiasi superficie possa fare presa con le unghie, semplicemente non può saltare.
Il che mi porta ad un vantaggio di avere un gatto tripode: non salta sulle superfici in alto. Non volete che Micio vi salti sul tavolo? Bon, un tripode e via. 


Ultimamente sta diventando più spavaldo, ed effettivamente qualche saltino lo fa (dal divano alla poltrona, dalla poltrona al tavolino, piccole cose insomma). Attenzione: il fatto che non possa salire non vuol dire che non possa scendere! Si lancia a volo d’angelo da qualsiasi punto (atterrando pesantemente).

Confesso che non è stato sempre facile, in questi mesi. Avendo problemi anche alla zampetta sinistra non sempre si regge mentre è nella lettiera e beh, quando aveva turbe al pancino credetemi che la situazione era davvero pesante (considerato poi che è pure a pelo lungo). Per non parlare di quando aveva i punti, bisognava controllare continuamente che non avesse la ferita sporca di sabbia o peggio
Un vero incubo, ma questo accadeva perché lui, in effetti, non ha piena potenza nell’unico arto posteriore che gli rimane; non avesse subito danni, non ci sarebbe stato alcun problema.

L’arrampicarsi sui tessili non è un problema, prima di tutto perché a me non interessa che distrugga qualcosa (ahahahah), e poi perché a dire il vero rovina la stoffa molto meno rispetto ad Obino che ci si fa le unghie. E poi fa ridere, sembra il Dottor Octopus che si arrampica sui grattacieli.


Lui vale tutta la tribolazione che abbiamo passato: è un gatto sano e incredibilmente vitale. Se tornassi indietro lo porterei a casa ancora e ancora. Quando si adotta un micio “disabile” (dai, lui non si può definire così) si deve sapere che si andrà incontro a delle difficoltà, è inevitabile. Ma ne valgono la pena!


…Ah, come ultima cosa, ecco un altro svantaggio di avere un Enrichetto in casa: bullizza gli altri due e continua a chiudere Salem nel trasportino con tanto di serratura chiusa; vedete voi se scegliere un gatto come lui e portarvi a casa un genio del male.




Nessun commento:

Posta un commento